Centri commerciali di domenica pomeriggio

Questa domenica sono stata al centro commerciale con il mio compagno, dovevamo fare la spesa in più lui doveva dare un’occhiata al reparto letti perché aveva visto su un volantino dei materassi memory in offerta. Le hanno recentemente consigliato, i medici, di cambiare il nostro materasso – quello che abbiamo trovato con l’appartamento arredato dove viviamo – perché le causa la cervicale, quindi le è sembrata una buona occasione.

Sembrava di essere in un film di zombie: erano TUTTI lì, nello stesso commerciale, a procedere lenti lenti in fila o ammassati sulle ceste delle offerte. A me piace fare la spesa, devo essere sincera: mi piace scegliere con cura, assieme alla mio compagno, le cose da comprare, ci pianifichiamo i pasti e cerchiamo sempre di variare, accontentando i gusti di entrambi.

Ma quando, osservando una scamorza in offerta una mano, da dietro, te la ruba da sotto il naso, ecco, quello non mi piace più. Non riesco a sopportare questa voglia incontrastata di arraffare tutto quello che si può, buttarlo in un carrello e correre verso la cassa, per chiedere i punti sconto e passare la tesserina soci che dà diritto a premi sensazionali. Mi sembra un comportamento davvero molto zombiesco.

Per fortuna che, arrivati al reparto dei televisori, non c’era quasi nessuno. Il mio compagno se n’è andato a vedere i materassi, mentre io sono rimasta lì a guardare i nuovi modelli fingendo di essere interessata. Ho persino chiesto al commesso delle informazioni su un prodotto, fingendomi tentata dall’acquisto quando in realtà avevo solo bisogno di una lunga pausa di riflessione per contare fino a 10 ed evitare di mettermi a urlare dopo l’ennesimo spintone ricevuto al reparto surgelati.

I centri commerciali di domenica pomeriggio dovrebbero chiamarsi gironi danteschi, perché in realtà è quello che sono.

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