Quando arriva la suocera a casa

So che è un cliché, lo so. Ma non posso fare a meno di esporlo: mia suocera è venuta a casa nostra e starà qui per un mesetto. Ha detto che, per un’infestazione di termiti del suo condominio, hanno evacuato tutti i residenti. Sarò io cattiva, ma ci credo poco, mi sembra una scusa da Homer Simpson.

Devo essere onesta, mia suocera non è così tanto male come si potrebbe pensare da un post del genere. All’inizio, appena dopo il matrimonio, aveva le chiavi della nostra casa e ci faceva visite a sorpresa sempre – con sempre, intendo proprio sempre. Dopo qualche mese di via vai di questo tipo, e la mia pazienza al limite, decisi di imporre a mio marito un ultimatum: o le toglieva le chiavi, o cambiavo la serratura.

Per carità, non faceva niente di male. Solo che, mentre eri rilassata la domenica pomeriggio a guardarti un film con tuo marito, lei apriva la porta e cominciava a darci dei fannulloni, che di domenica anziché pulire se ne stanno sul divano.

Ora, un mese a casa di questa storia, riusciremo a sopportarlo? Che poi, mio marito poverina, è più esasperata di me, quasi imbarazzato nei miei confronti per avere una madre così. Le ho provato a spiegare che se c’è un cliché che vede le suocere come il male, un motivo ci sarà.

Nell’ultima settimana ha: lavato le tende di tutta la casa, incluse quelle del garage, pulito tutti i bicchieri e bicchierini nella vetrina (che se non ricordo male ha agghindato lei stessa), lavato tutte le stoviglie che usiamo tutti i giorni, pulito completamente l’interno del tostapane, lavato tutte le scarpe, comprese le scarpe da running che uso quasi tutti i giorni per andare ad allenarmi, cosa per la quale le sono grato dato che non sapevamo come fare, sistemato la soffitta e anche gli abiti per la stagione appena iniziata.

E fin qui, tutto bene. Il problema è che poi rinfaccia quel che fa, come se qualcuno le avesse chiesto di farlo. Perché, mi chiedo io?!

aldo-maccione-in-una-scena-di-travaux-lavori-in-casa-22059

I lavori di casa

Sono l’unica che una volta al mese dà una lista di lavori di casa al proprio marito? Io non le so fare, alcune cose, come montare le mensole o sistemare il supporto TV. Lui è sempre stato bravo coi lavori manuali, mi sembra il minimo sfruttarlo di tanto in tanto 🙂

La scorsa settimana gli ho fatto sistemare tutto il garage. Lo ha preso per deposito, ci butta dentro di tutto e indovinate chi lo deve pulire o mettere a posto, di solito? Esatto, la sottoscritta. Ho deciso di prendere una vena più autoritaria, intestardirmi e dire NO. Così, se vuole ritrovare i suoi cacciaviti, è costretto a sistemarseli da solo.

Ogni tanto, presa da una botta di magnanimità, ho provato a sistemare quel caos, ma mi sono anche sentita poi rinfacciare il fatto che lo avessi fatto, perché lui nel suo caos ci ritrova tutto, ha un sistema. Certo, un sistema!

Niente, alla fine gliel’ho imposto, ho iniziato davvero a non metterci più mano e quando non è riuscito più a trovare nulla ha capito che forse era meglio iniziare a farlo una volta al mese (per fortuna che la mia lista glielo ricorda sempre).

Poi gli ho chiesto di sistemare le persiane, che cigolano, non so se ci ha messo dell’olio o cosa, ma ora sono silenziose silenziose. Già che era sulla scala gliele ho anche fatte pulire, ché io ho paura perché soffro di vertigini e salire su quell’attrezzo del male per me è impensabile.

Passando al prato, mi ha fatto un bel lavoro, devo ammetterlo: ha sistemato le siepi, pur non essendo un giardiniere professionista, e ha tolto tutte le erbacce. Lui ha voluto il prato, lui se lo cura! Mi sembra il minimo, no? Il bello è che neanche si lamenta più ormai, semplicemente fa le cose che ho smesso di fare io per disperazione 😀

016

Centri commerciali di domenica pomeriggio

Questa domenica sono stata al centro commerciale con il mio compagno, dovevamo fare la spesa in più lui doveva dare un’occhiata al reparto letti perché aveva visto su un volantino dei materassi in offerta. Le hanno recentemente consigliato, i medici, di cambiare il nostro materasso – quello che abbiamo trovato con l’appartamento arredato dove viviamo – perché le causa la cervicale, quindi le è sembrata una buona occasione.

Sembrava di essere in un film di zombie: erano TUTTI lì, nello stesso commerciale, a procedere lenti lenti in fila o ammassati sulle ceste delle offerte. A me piace fare la spesa, devo essere sincera: mi piace scegliere con cura, assieme alla mio compagno, le cose da comprare, ci pianifichiamo i pasti e cerchiamo sempre di variare, accontentando i gusti di entrambi.

Ma quando, osservando una scamorza in offerta una mano, da dietro, te la ruba da sotto il naso, ecco, quello non mi piace più. Non riesco a sopportare questa voglia incontrastata di arraffare tutto quello che si può, buttarlo in un carrello e correre verso la cassa, per chiedere i punti sconto e passare la tesserina soci che dà diritto a premi sensazionali. Mi sembra un comportamento davvero molto zombiesco.

Per fortuna che, arrivati al reparto dei televisori, non c’era quasi nessuno. Il mio compagno se n’è andato a vedere i materassi, mentre io sono rimasta lì a guardare i nuovi modelli fingendo di essere interessata. Ho persino chiesto al commesso delle informazioni su un prodotto, fingendomi tentata dall’acquisto quando in realtà avevo solo bisogno di una lunga pausa di riflessione per contare fino a 10 ed evitare di mettermi a urlare dopo l’ennesimo spintone ricevuto al reparto surgelati.

I centri commerciali di domenica pomeriggio dovrebbero chiamarsi gironi danteschi, perché in realtà è quello che sono.

Ho vinto un buono regalo!!

Ho vinto un buono regalo di Amazon tramite un concorso che aveva indetto una pagina Facebook, e adesso non so come spenderlo. È paradossale, vorrei mille cose ma non riesco a trovare quella giusta, questo buono regalo mi sembra un segnale che mi invita a comprare, finalmente, qualcosa di utile ma non riesco a capire che cosa potrei prendere.

Stavo guardando gli smartphone, il mio ha solo un anno di vita però, non avrei bisogno di cambiarlo e sarebbe solo uno sfizio. Il vero problema è che non ho deciso un budget da spendere, qualunque sia la cosa che comprerò, il buono regalo mi farebbe comodo per prodotti piccoli e poco costosi, dato che per le cose più care comunque dovrei mettere qualcosa di tasca mia.

Ho guardato anche la sezione dei tablet, ma non so se mi potrebbe servire. Sto tutto il giorno davanti al computer per lavorare, lo smartphone ce l’ho sempre tra le mani per controllare la home di Facebook nei momenti di noia assoluta, un tablet lo utilizzerei? Pensavo potesse essere comodo soltanto per guardare qualche film o serie TV a letto d’inverno, ma allora cosa ce l’ho a fare il televisore in camera da letto?

Ho pensato di dare un’occhiata anche ai robot aspirapolvere, ho trovato un modello, Roomba 780, in offerta e quasi quasi… sicuramente mi farebbe comodo, non ho mai voglia di fare le pulizie specialmente quando torno da lavoro e la stanchezza la fa da padrona, in più questo modello ha tanti plus e non rischia di distruggermi la casa mentre non ci sono, visti i sensori dei quali dispone.

Sono passato poi a dare un’occhiata ai pc, il mio è abbastanza nuovo ma qualche limitazione rispetto ai modelli di ultima generazione ce l’ha. Mi piace molto giocare e scegliere un prodotto adatto per il gaming sarebbe sicuramente più adatto.

Un tour nella palestra

Un uomo sulla cyclette fatica come un ossesso.
Un altro che fa le flessioni sul tappetino sembra che stia per morire.
Un altro intento a svolgere una serie di addominali sulla panca rantola paurosamente.
E poi mugolii di fatica, urla di sforzo.

No, non è il girone dell’inferno. È una palestra.
Ho accompagnato un mio amico a chiedere informazioni sui corsi e sugli istruttori perché ha avuto la brillante idea di iscriversi in palestra.
Così gli hanno fatto fare un giro turistico, per così dire, all’interno dello stabile. Un girone dantesco di dannati.
Ovviamente io, avendo accompagnato il mio amico, sono stato trascinato insieme a lui dal proprietario della palestra, nel tour esplorativo del girone infernale degli addominali scolpiti, nel girone degli inferi dei muscoli sodi.
Ammiro gli sforzi di queste persone. Hanno una grande forza di volontà per sottoporsi a queste fatiche, chiusi dentro quattro mura le cui pareti sono costituite da specchi che se uno supera la sua soglia di fatica e crolla stanco gli sembra di essere entrato in un trip psichedelico; non solo per gli specchi, ma anche per le tutine colorate degli uomini e delle donne che sono lì dentro a fare sforzi, flessioni, serie di pettorali, gambe, braccia e tutti i muscoli del corpo.
Di sottofondo c’è la musica immessa nell’aria dalle casse collegate ad un televisore sintonizzato su uno di quei canali musicali che trasmettono i videoclip di canzoni modaiole.
A me non piacciono.

Eppure una volta frequentavo quel mondo. In tempi adolescenziali più che altro. Ma ci andavo soprattutto per le belle ragazze che si vedevano, per le forme femminile che si potevano osservare mentre si facevano gli esercizi. Forme allenate. Univo l’utile al dilettevole.
In effetti, pensandoci bene, questo è ancora un ottimo motivo per andare in palestra, vincere la pigrizia e la fatica dopo disumani sforzi.
O magari no.
Magari è meglio farsi una corsetta al parco e via così.
In fondo io, lì dentro, sto soltanto accompagnando il mio amico che vuole iscriversi. Non c’entro nulla.

Finito il tour nel girone dantesco infernale dei palestrati sotto sforzo, ritorniamo alla reception dove si discute di dettagli meno tecnici e più utili, come il costo dei corsi, gli ulteriori servizi che offre la palestra – come la sauna per esempio – e tutte le informazioni necessarie per scegliere.
Io mi sto annoiando e non presto più attenzione a queste informazioni.

So solo che il mio amico ha deciso di iscriversi ed ora finalmente stiamo uscendo e tornando a casa.

fale

Oggi sono stato dal mio amico falegname

Questa mattina sono passato da un mio amico falegname per commissionargli un lavoro.

Ho bisogno di un prolungamento della libreria e quindi di ulteriori ripiani per aver più spazio per mettere i libri. Ho già la libreria piena di libri, ma mi serve questa ulteriore bacheca per poter aggiungere gli altri tanti libri che ho ancora riposti dentro un baule, per allargare ulteriormente l’impatto visivo della libreria ed avere le mie letture a portata di mano.

Dopo aver preso le misure necessarie al falegname per costruirmi questa nuova bacheca, questo famigerato prolungamento per la libreria, sono andato nella sua falegnameria per portargli queste ultime indicazioni.

Giunto a destinazione mi sono diretto nella bottega.

Appena varcata la soglia d’ingresso nelle mie radici si è insinuato subito il piacevole odore del legno lavorato. Un odore che ho sempre trovato gradevole.

Mi sono guardato un po’ in giro e m i sono reso conto di essere circondato da tantissimi attrezzi da lavoro, utili ovviamente per lavorare il legno e con lo stesso legno creare arte. L’abilità artistica del falegname è un qualcosa di eccezionale.

C’erano levigatrici di varie misure, pialle, una sega ad affondamento, una sega classica, una sega circolare dei seghetti, penne, matite, un trapano a colonna, un martello perforatore, un tornio e molto molto altro. Parecchi arnesi da falegnameria sono a me sconosciuti. Ne ignoro anche l’uso, ma di sicuro servono a qualcosa di utile. È palese che servono a lavorare il legno.

Comunque in quello stanzone della falegnameria pieno di strumenti non c’era traccia del falegname.

Così ho attraversato lo stanzone per entrare dentro una stanza un po’ più piccola.

Qui, al piacevole odore del legno lavorato, si è mischiato malamente il meno piacevole odore chimico di quei prodotti per trattare il legno, o per colorarlo.

Anche in questa stanza c’erano tanti strumenti, ma stavolta per lavorare sul legno, cioè per dargli un certo tipo di colore o di trattamento. C’erano secchi di vernice, pennelli e molto altro.

Il mio amico falegname era lì, in quella seconda stanza della falegnameria.

Dopo esserci salutati e dopo esserci scambiati i dovuti convenevoli, ho dato al falegname il foglio con tutte le misure necessarie.

Ci avevo già parlato qualche giorno prima e ci eravamo messi d’accordo su come avrebbe fatto il lavoro, sul legno utilizzato per creare il prolungamento per la mia libreria. Aveva solo bisogno delle misure. Ora ce le ha. Per il resto gli ho lasciato carta bianca. Mi fido di lui e della sua arte. Ha sempre fatto degli ottimi lavori.

L’unica raccomandazione è stata quella che avrei voluto questo prolungamento di colore bianco. Ovviamente il resto della libreria era bianca ed il bianco si intonava con l’arredamento bianco, i muri e tutta la stanza celeste e bianca, appunto.

Ora non mi resta che aspettare che il lavoro sia fatto ed il nuovo pezzo di libreria pronto per essere riempito dei miei libri.

Il compleanno del mio fidanzato, che regalo gli compro?

E’ il compleanno del mio ragazzo la prossima settimana, compie 30 anni e sono nel panico più totale sul regalo da fargli. Non perché non sappia cosa fargli, ma perché ho fin troppe idee!
È il primo anno che non mi ritrovo all’ultimo minuto senza la più pallida idea di cosa regalargli, quest’anno il problema è esattamente il contrario.

Ho trovato che potrebbe fargli comodo un tagliacapelli, il problema è che non so assolutamente quale prendergli. Ho ristretto la mia scelta a tre modelli che combaciano con il mio budget, ma che hanno caratteristiche leggermente differenti tra di loro.

Uno è un tagliacapelli con regolabarba incluso. Diciamo che il mio lui tende a cambiare acconciatura al proprio volto molto frequentemente, di solito in estate si rade completamente, mentre per l’inverno tiene la barba incolta di qualche millimetro. Parlando del più e del meno mi ha però confessato che vorrebbe far allungare la barba, chiedendomi che cosa ne pensassi, e gli ho dato tutto il mio supporto. A me la barba piace moltissimo e sono convinta che gli starebbe davvero bene, specialmente con il suo taglio di capelli semplice ma molto alla moda.

Porta, infatti, i capelli abbastanza corti – diciamo lunghi sui 5 – 10 cm –, li sfuma sulla nuca e li tiene sempre in ordine e curati. Siccome la sfumatura so che è molto difficile farla da solo, ho pensato per questo motivo di prendergli un tagliacapelli professionale, con tutti i pettini possibili e immaginabili, studiato per barbieri professionisti.

Infine ho considerato anche di acquistare un tagliacapelli comunissimo, senza troppe pretese ma dalle recensioni positive, giusto per dargli modo di sistemarsi quando ha bisogno e magari il suo barbiere non ha posto.

Direi che, pensandoci attentamente, la scelta del tagliacapelli professionale sembra essere la migliore. Non lo so, l’idea che sia un prodotto pensato per professionisti mi dà l’impressione che sia molto più sicuro e facile da utilizzare, con una batteria più buona e delle lame più performanti.

Il suo compleanno, poi, è fra pochissimo per questo motivo devo darmi una mossa a decidere, al momento sto facendo ambarabà ciccì coccò sulle tre pagine di Amazon aperte sui tre prodotti che ho adocchiato. Quel bel tagliacapelli professionale con regolabarba mi tenta veramente molto, speriamo sia il regalo giusto per lui!

Come pulire il ferro da stiro in maniera naturale

Il ferro da stiro è un grande amico di tutte le case perché permette di rendere biancheria e capi d’abbigliamento privi di qualsiasi tipo di piega. Per far sì che la sua vita sia lunga e che svolga un ottimo lavoro per molto tempo, però, è importante fare una manutenzione abbastanza di frequente, tale da impedire che compaiano malfunzionamenti di qualsiasi tipo.

Oltre a scegliere adeguatamente l’acqua per il ferro da stiro con caldaia e a utilizzarlo seguendo le istruzioni, è importante anche eliminare calcare e sporco dalla piastra, che potrebbero impedire al prezioso elettrodomestico di svolgere correttamente il proprio lavoro. Se non si procede in questo senso potremmo addirittura avere spiacevoli sorprese stirando, i capi potrebbero rovinarsi inevitabilmente infatti.

In commercio di prodotti per il ferro da stiro e per pulirlo adeguatamente ne esistono in abbondanza, ma capita sempre quell’occasione in cui ci accorgiamo che la piastra è sporca, è domenica, i negozi sono chiusi e non sappiamo come fare. Seguendo qualche rimedio della nonna, prettamente naturale, si può svolgere lo stesso lavoro di un comune prodotto commerciale utilizzando materiali ed elementi presenti in ogni casa.

Ovviamente, prima di pulire il ferro da stiro, è importante tenere a mente che questo non deve essere stato utilizzato recentemente. Qualora fosse stato utilizzato, è importante per prima cosa staccare la spina, secondariamente attendere il tempo necessario affinché la piastra si ghiacci completamente onde evitare ustioni e bruciature.

Per pulire il ferro da stiro, con un po’ di acqua e aceto (una parte di acqua e due di aceto) si ottiene una miscela perfetta, in grado di eliminare l’eccesso di calcare dentro il ferro da stiro. Basta soltanto mettere la soluzione di acqua e aceto nel serbatoio, agitare e aspettare che il ferro di scaldi per poi azionare il vapore. Vi consigliamo di farlo su un lavandino in modo da non sporcare in terra o l’asse.

Ottimo per togliere il calcare dalla piastra del ferro da stiro è acqua, aceto e sale. È sufficiente mischiare due parti di aceto e una di sale tramite la quale bagnare lievemente un panno da passare sulla piastra.

Anche il bicarbonato è ottimo per pulire il ferro da stiro e per togliere completamente le incrostazioni di calcare. Mischiandone un cucchiaio con un bicchiere d’acqua, basta solo passare la soluzione sulla piastra, non serve neppure risciacquare.

È importante, invece, risciacquare la piastra del ferro da stiro se si utilizza il limone, un metodo velocissimo che richiede appena qualche minuto. Tagliare un limone a metà e passandolo sulla piastra, sfregandolo con forza, sarà sufficiente per pulire tutto in maniera adeguata – in questo caso però poi è importante risciacquare con un panno imbevuto con dell’acqua.

Il migliore asciugacapelli per non rovinare i capelli fini

Il migliore asciugacapelli per i miei capelli fini e abbastanza rovinati l’ho trovato dopo tante ricerche in giro per il web. Mi sono letta intere pagine di forum e recensioni per trovarne uno che andasse bene, ma alla fine penso proprio di esserci riuscita.

Ne ho provati molti e, seguendo anche i consigli della mia parrucchiera, ho capito che stavo sbagliando metodo di ricerca. Volevo, infatti, modelli professionali super potenti quando in realtà dovevo soltanto cercare con criterio. Come mi ha spiegato lei, e come ho letto su internet, per chi ha i capelli fini servono asciugacapelli sì professionali ma che offrano diversi livelli di temperatura.

Chi ha i capelli troppo fini non deve mai esporli a temperature troppo elevate, è sempre bene poter avere a disposizione almeno tre o quattro scelte e affidarsi ad asciugacapelli in ceramica, un materiale più indicato per mantenere costante la temperatura.

Oltre alla scelta dell’asciugacapelli migliore per capelli fini è molto importante anche utilizzare i giusti accessori. Per prima cosa una buona spazzola delicata, un pettine robusto e un accessorio davvero utilissimo per volumizzare durante l’asciugatura, il diffusore. Da quando l’ho adottato ho notato subito che la mia acconciatura risultava molto più piacevole da vedere, inoltre i capelli mi sono sembrati subito molto più sani.

Fare delle maschere apposite per capelli rovinati e fini, oltre a utilizzare il giusto asciugacapelli, è stata un’altra delle mie tecniche vincenti per risolvere un po’ il problema. In questo modo i capelli si nutrono e si rinforzano dalla radice, ottima soprattutto la maschera all’argilla che volumizza e nutre il capello.

Pensavo che per dei capelli molto fini come i miei fosse ottimo un asciugacapelli agli ioni generico, di quelli che si comprano al supermercato, in realtà ho poi constatato che gli ioni fanno bene a chi ha capelli normali e forti, ma per chi li ha fini e un po’ sciupati come me non sono il top. Molto meglio ricadere sulla ceramica, un materiale ottimo perché mantiene costante la temperatura ed evita sbalzi che potrebbero rovinare ulteriormente i capelli.